Arriva il giorno in cui ti volti e vedi in molti attorno a te, gli stessi che portano la tua bandiera, quelli con cui condividi le battaglie, gli stessi che si sbattono con te lavorando intere giornate, una strana ed incomprensibile sete di sangue svegliarsi. Piano piano ti rendi conto, incredulo magari, che i vampiri di cui si parla non esistono solo in posti lontani dove l'infezione è estesa e quasi incurabile ma anche li al tuo fianco e la cosa che più ti devasta, con il senno di poi, è il sapere che quegli esseri abominevoli ti consideravano loro pari.
Se sei nato fra i vampiri, se sei cresciuto in mezzo a loro, se loro si sono mostrati a te solo in rare ed ambigue occasioni, se tu hai assunto il loro odore, è semplice il crearsi di un doppio paradosso: tu pensi che non ci siano vampiri attorno a te, loro pensano che anche tu hai denti aguzzi e come consono nascosti. Inoltre, dato che il bagno di sangue pregresso ha rischiato di rivelare a tutti la loro natura, i demoni infestanti il mio paese si sono limitati ad una vita più semplice. Niente feste piene di sangue, niente cadaveri da far sparire, solo piccole dosi prese in posti sicuri. Ho avuto un posto fra i vampiri esattamente nel momento in cui hanno smesso di mostrare in pubblico la loro faccia deformata dalla sete, e forse nemmeno questo è un caso.
Piano piano ti guardi attorno e vedi cose strane, piccolezze spesso. Un angolo della bocca sporco di sangue, il segno di un morso (magari minuscolo), ed hai qualche dubbio. Impari a riconoscere i segni, senza però riuscire ad accettare che sia vero. Continui a ripeterti che non può essere vero, che tu porti la croce al collo e la spada al fianco esattamente come loro, e che la tua fede è incrollabile e che quindi anche la loro fede è incrollabile. Ti hanno indicato e scelto loro come uno dei portavoce. E tu sai che la tua voce è onesta e che la tua bocca non ha mai assaggiato sangue e quindi sei convinto che anche gli altri siano come te.
Ma il tarlo del dubbio è li nella tua testa ed un giorno dopo l'altro ti guardi attorno cercando i segni. Ne trovi alcuni troppo sospetti per essere solo un fraintendimento e poi accade il dramma. Uno dei nuovi arrivati, quello definito il puro frai puri, senza troppi complimenti azzanna una vergine nella pubblica piazza, la splopa lasciando la carcassa come esempio, carcassa che ancora è in bella vista nella stessa piazza. Nessuno di quelli che assistono al gesto si ribella o ha sussulti di rabbia o vergogna per la vergine sacrificata. I passanti sono felici per il nuovo vampiro privilegiato che ha l'accortezza di staccare pezzetti dalla carcassa da far assaggiare a tutti, e Popolino è felice di potersi sentire anche solo per un attimo vampiro.
A questo punto è chiaro che i vampiri esistono e tu devi ingaggiare tutta la battaglia che puoi. Raduni i tuoi uomini e cerchi di capire la gravità della situazione, e la situazione è gravissima. Preso dall'angoscia, dalla disperazione e dalla necessità di fidarti di qualcuno non esegui accurati controlli sui tuoi fidati soldati e parti verso una battaglia che sai di perdere ma che devi combattere cercando di uccidere più vampiri possibile. Non appena esci dal tuo maniero ti rendi conto di essere assediato. Cerchi una sortita per rompere l'assedio ma non va come deve andare e ripieghi dentro le mura amiche. I dispacci di aiuto che avevi mandato molto lontano tornano sporchi di sangue. Mentre leggi i dispacci disperato alzi la testa e vedi poco meno della metà dei tuoi compagni mostrare la loro vera faccia, i loro denti aguzzi nell'atto di pugnalare l'altra metà.
In quel momento il dolore ti uccide, non il dolore della pugnalata perfettamente data al fianco ma il dolore del tradimento. Non il tradimento dei tuoi compagni che si sono rivelati vampiri, ma il tradimento che tu hai perpetrato verso te stesso per tanti anni, coinvolgendo altre persone, convincendole che il tempo dei vampiri era finito, dicendo sempre che avresti combattuto il male da dentro, quando questo si è rivelato impossibile. Hai dato 25 anni della tua vita ad una causa che si è rivelata un covo di vampiri. Non puoi fare altro che morire. E muori, muori davvero. I tuoi compagni, quelli fedeli, muoiono con te. Mentre tutte le anime si ritrovano per percorrere la loro strada si guardano attorno, la battaglia è finita ed il sole sta sorgendo sui cadaveri dei morti. I vampiri, satolli, si ritirano e le anime dei cavalieri defunti decidono di riprendersi i loro corpi straziati perchè non possono che continuare al proria lotta.
Quando scopri che i vampiri esistono e che sono la quasi-totalità di chi ti circonda, quando ti rendi conto di aver vissuto con loro tutta la vita, mentre pensavi di combatterli, il dolore è troppo grande per essere raccontato. E' come morire senza morire, morire senza nemmeno avere la pace che si trova nella morte.
Ma puoi continuare a combattere perchè grazie al fato non sei solo e sei riuscito anche a trovare una nuova casa. E sai che lo farai finchè avrai fiato in corpo.
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